17.03.2010
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PALLINE
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IN PIEGA PER LA VALIGA
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03.03.2010
TESTO DA COPIARE
Nel mese di ottobre Ward riprese a frequentare le biblioteche, anche se non più per arricchire le sue conoscenze antiquarie come una volta. Gli argomenti che lo occupavano adesso erano stregoneria e magia, occultismo e demonologia, e quando le fonti disponibili a Providence si dimostravano insufficienti, prendeva il treno per Boston e andava a soddisfare la sua curiosità nella grande biblioteca di Copley Square, nella Widener Library di Harvard oppure alla Zion Research Library di Brooklin, dove erano disponibili rari testi di argomento biblico. Ward comperava molti volumi e dovette aggiungere una nuova libreria nello studio per ospitare le opere di argomento magico che costituivano il suo nuovo interesse; durante le vacanze di Natale, poi, fece una serie di viaggi fuori città, compresa un'escursione a Salem per consultare certi documenti custoditi all'Essex Institute.
Verso la metà di gennaio 1920, affiorò nell'atteggiamento di Ward un senso di trionfo che egli non cercò di giustificare; sta di fatto che nessuno lo vide più al lavoro sul cifrario Hutchinson. Fu in quel periodo che il giovane si dedicò a una nuova serie di ricerche chimiche e storiche: per le prime attrezzò un laboratorio nell'attico di casa ormai in disuso, mentre per le seconde attinse a tutte le fonti documentarie e statistiche di Providence. I rivenditori locali di farmaci e apparecchi scientifici, interrogati in seguito, fornirono elenchi straordinari ma privi di significato delle sostanze e degli strumenti che Charles Ward aveva ordinato; viceversa gli impiegati della State House, del municipio e di alcune biblioteche concordano sull'oggetto ben preciso del secondo interesse. Ward cercava con un'intensità addirittura febbrile la tomba di Joseph Curwen, dalla cui lapide, una generazione dopo, era stato saggiamente cancellato il nome.
Poco a poco i genitori si convinsero che c'era qualcosa che non andava. Già in passato Charles si era comportato stranamente e aveva cambiato interessi, ma sempre in cose di poco conto; la crescente segretezza e la profondità con cui era assorbito dalle sue strane ricerche non erano normali neppure in un tipo come lui. Il lavoro scolastico era ormai ridotto al minimo, e benché Charles riuscisse a non prendere insufficienze nei compiti, era chiaro che l'applicazione di una volta era svanita. Altre sembravano le sue preoccupazioni, e quando non era in laboratorio con una ventina di vecchi trattati alchemici, lo si poteva trovare immerso sugli antichi certificati di sepoltura della città o incollato ai volumi dell'occulto che accumulava nello studio, dove il volto di Joseph Curwen (che gli somigliava in modo straordinario, e, si sarebbe detto, sempre più accentuato) lo fissava blandamente dal gran fregio che sovrastava il camino sulla parete nord.
17:21
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